Bosa
Popolazione: 7969 - Superficie: 127,71kmq - Densità: 62,40 per kmq
BOSA Secondo la leggenda, alimentata da un manoscritto spagnolo di autore ignoto pubblicato nel 1857 dal Canonico Giovanni Spano, la cittadina venne fondata da Calmedia, figlia del mitico Sardus Pater. Ma a parte il mito, per trovare i primi segni concreti dell'esistenza di Bosa dobbiamo risalire al IX secolo a.C., epoca alla quale risale la più antica iscrizione fenicia qui ritrovata. Le testimonianze archeologiche più cospicue, infatti, costituite in particolare da reperti funerari, sono quelle del periodo romano.
Allora la città che godeva dello stato di Municipium ed era dotata di un porto fluviale, sorgeva sulla riva sinistra del fiume Temo, esattamente nella località di Messerchimbe, ovvero nel sito dove oggi si trova l'antica cattedrale di S. Pietro Extramuros, splendido esempio di architettura romanico-lombarda costruita a partire dal 1062. Il sopraggiungere, a cominciare dall' VIII d.C. secolo, delle escursioni arabe diede il colpo di grazia alla città che andò, a mano a mano spopolandosi.
Fu solo dopo il mille che un nuovo abitato cominciò a sorgere sulla riva destra del fiume, alle pendici del colle di Serravalle, in seguito all'edificazione del Castello da parte della nobile famiglia dei marchesi Malaspina dello Spino Secco. La città ha conservato le caratteristiche urbanistiche del periodo medievale, così che l'odierno abitato si presenta ancora compreso tra il castello a monte e il fiume a valle. La parte di impianto più antica è disposta alle pendici del colle dove, in una serie di strette e suggestive stradine, che seguono le curve altimetriche dello stesso, si trova il pittoresco centro storico di Sa Costa, con le sue case color pastello e caratterizzate dal fatto che, essendo costruite su un pendio, hanno un solo piano nella parte superiore, e due, o anche tre, in facciata.
Più a valle, invece, le abitazioni sono disposte in parallelo al fiume, alte e strette, dalla struttura quasi cittadina. E poi c'è la zona moderna, dalla planimetria più regolare, che tende ad espandersi in direzione del mare, dove sorge la frazione di Bosa Marina, frequentato e rinomato centro balneare nei pressi della foce del fiume Temo.
Una visita della cittadina non può che iniziare attraversando l'originale ponte in trachite rossa, da cui è possibile ammirare "Sas Conzas", ovvero gli edifici adibiti sin dall'800 alla lavorazione e alla concia delle pelli e dal 1989 monumento di archelogia industriale sottoposto al vincolo di tutela del Ministero per i Beni culturali ed Ambientali.
Appena superato il ponte, all'imbocco della strada che immette nel centro storico, sorge la cattedrale dell'Immacolata ricostruita in stile Barocco Piemontese agli inizi del XIX secolo su un precedente edificio del Quattrocento, con il campanile in trachite e le caratteristiche cupolette; nell'interno ha affreschi di Emilio Scherer, artista vicentino che fu attivo a Bosa nell'ultimo quarto del XIX secolo, e una splendida scultura di Madonna col Bambino di scuola catalana che risale alla prima metà del Cinquecento. A pochi metri dalla facciata della chiesa ha inizio il Corso Vittorio Emanuele II, la via più elegante e interessante della città, fiancheggiata dai palazzi nobiliari del Settecento e dell'Ottocento, di notevole pregio decorativo soprattutto per i compositi elementi di architettura gotica, barocca e neoclassica. il Corso si allarga all'altezza di Piazza Costituzione, dove sorge il palazzo di Don Carlos e la fontana in marmo e trachite e dove i bosani sono soliti incontrarsi per godersi il fascino e la tranquillità che regna in questa antica città.