Caratteristiche Ampelografiche

Nei testi di ampelografia sono indicati con il nome di Malvasia un gran numero di genotipi assai diversi per il colore, per la forma del grappolo e per il sapore, variabile dal neutro all’aromatico. Ci troviamo, infatti, di fronte ad uno fra i più complicati argomenti ampelografici, perchè la pianta è presente non solo in Sardegna, ma anche nella penisola ed in ogni paese del Mediterraneo, con variazioni ampelografiche tali da costituire un grande gruppo di “famiglie”. Il conte Giuseppe Di Rovasenda, un noto ampelografo vissuto nell’ottocento, cosi si esprimeva in merito, in un suo libro intitolato “Saggio di un’ampelografia universale” del 1877: “… non ho fatto altro che mettere ordinatamente sott’occhio ai viticoltori dei diversi paesi le molte varietà di Malvasie che si trovano citate dagli autori. Il decifrarne le identità o le differenze porterebbe ad esami e discussioni che non potrebbero aver luogo in questo elenco e, d’altronde, nello stato attuale delle mie cognizioni e mie esperienze io temere i di non riuscirvi”. E pensare che Di Rovasenda era uno studioso ben noto di questa materia, esperto nel risolvere anche i più complicati e complessi problemi ampelografici. In questi ultimi due secoli, poi, molti sono stati gli esperti che si sono occupati delle Malvasie, come il Molon, il Vermorel, il Viola. Il Molon riservò alle Malvasie ben sedici pagine molto fitte di sinonimi, mentre gli altri due dedicarono alcune intere colonne alla elencazione di queste viti nel loro VII volume della grande “Ampelografia”. Essi affermano che: “il nome di Malvasia, di Malvasier, di Malvoise ecc. è applicato ad una quantità di vitigni diversissimi, e i qualificativi che seguono questi nomi non hanno nella maggior parte dei casi, alcun significato determinativo; quel che, accoppiati ai nomi sotto elencati, designano un vero vitigno saranno indicati qui sotto; gli altri non si sono potuti riferire ad un vero vitigno”. Così, se per i Moscati le uve sono sempre caratterizzate dal sapore di “Moscato”, per le Malvasie non vi è questo punto di riferimento; infatti vi sono Malvasie con sapore aromatico mentre ve ne sono tantissime altre a sapore semplice. Le Malvasie di Sardegna stanno in una posizione mediana poiché il loro aroma è abbastanza avvertibile, delicatissimo, caratteristico, con un lieve sapore piacevolmente amarognolo al retrogusto. Francesco Vodret, in merito sempre al Malvasia prodotto nell’isola, ebbe modo di affermare nel 1928 in “Ricerche di vini fini in Sardegna”: “Questo è un vino dei migliori che si conoscono; è generalmente di un colore giallo dorato brillante, di un profumo assai delicato, caratteristico, che ricorda quello della mandorla. E’ asciutto, generoso, gradevolmente acidulo con retrogusto amarognolo assai piacevole. Il grado alcolico è molto elevato: si aggira quasi sempre sui sedici gradi. Con l’invecchiamento acquista un ‘infinità di pregi che lo rendono assai apprezzato”.

In Sardegna da questo rinomato vitigno si producono due vini D.O.C. diversamente caratterizzati: la Malvasia di Bosa e la Malvasia di Cagliari. I due vini si differenziano nettamente per caratteristiche organolettiche e sensoriali, attribuibili principalmente alle diverse condizioni pedoclimatiche e di coltivazione. Ciò che caratterizza la produzione tradizionale della Malvasia di Bosa, è la maturazione in botti scolme in presenza di lieviti “flor”. Questa particolarità conferisce al vino calde e luminose tonalità giallo oro, intense e raffinate note sensoriali evolute di frutta matura, miele e mandorle tostate; al palato una lunga e vellutata persistenza gustativa ed espressioni di grande equilibrio e armonia. La Malvasia di Cagliari, che non prevede maturazione in botte se non per la tipologia Riserva, si caratterizza per un più tenue colore dorato e più marcate sensazioni di freschezza date da fini ed eleganti note floreali e fruttate. Il vitigno Malvasia di Sardegna coltivato in Planargia è una bella pianta, a foglia ampia e pentalobata, con seni marcati e profondi, spesso con i lembi sovrapposti, di colore verde intenso nella pagina superiore e leggermente più chiaro nella pagina inferiore. Il grappolo è lungo, di forma conica, talvolta alato, piuttosto spargolo e matura nella seconda metà del mese di ottobre. Gli acini sono di media grandezza, di forma rotondeggiante o leggermente ovale, con buccia lucida leggermente pruinosa e di colore giallo tendente al dorato a maturazione; la polpa è soda e leggermente aromatica, con vinaccioli da due a tre.

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