Terroir e zona di produzione

La zona di produzione interessa una superficie complessiva di quasi duecento ettari, di cui solo una cinquantina iscritti all’Albo dei vigneti D.O.C., distribuiti su alcune piccole valli e una serie di colline che si aprono verso il mare a partire dai centri urbani dei comuni di Bosa, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e Modolo. Per quanto concerne la giacitura, i vigneti si collocano sia lungo le valli che nei pendii collinari, ad altitudini che vanno da qualche decina di metri sul livello del mare fino ai 300 metri, ma la fascia di maggiore diffusione è compresa fra i 70 e i 170 metri s.l.m.. Soprattutto lungo i costoni, i terreni si presentano non ben strutturati, talvolta ciottolosi, di poco spessore e, generalmente, di una colorazione biancastra che ne denuncia una derivazione da matrici calcaree: a volte, soprattutto dove maggiori sono stati i fenomeni di erosione, si hanno affioramenti di varia estensione della roccia-madre. I terreni dei fondovalle, pur conservando una dotazione calcarea di un certo tenore, si presentano con una colorazione grigiastra per una maggiore presenza di frazioni limo-argillose e di sostanze humiche: i terreni, inoltre, si presentano meglio strutturati (assimilabili al medio-impasto), di maggiore spessore e fertilità. Dal punto di vista chimico, i terreni dove trova maggiore diffusione il Malvasia di Bosa si distinguono, oltre che per un’elevata dotazione di calcare, anche per l’elevato contenuto di potassio, per la bassa fertilità e per la buona capacità di sgrondo dell’acqua. Le componenti chimico-fisiche dei terreni, rispettivamente di fondovalle o posti lungo i pendii, definiscono varie tipologie pedologiche che influenzano una certa diversificazione produttiva; da questo punto di vista, le produzioni ottenute nei vigneti posti lungo i pendii si caratterizzano, rispetto a quelle dei vigneti di fondovalle, per una maggiore finezza aromatica e per una migliore armonicità ed equilibrio delle varie componenti strutturali dei mosti.

Per quanto attiene gli aspetti climatici, la zona di produzione è caratterizzata da un regime termico costiero particolarmente mite d’inverno, con temperature medie annue che oscillano tra i 17-18° di massima e i 12-13° di minima, ma che in ogni caso risultano superiori a quelle delle aree limitrofe più interne. Ciò è fondamentalmente dovuto alla particolare situazione orografica del territorio della Planargia, all’orientamento delle valli e alla vicinanza di queste al mare. Tutte condizioni che hanno particolari effetti sulle caratteristiche qualitative e quantitative della produzione, diverse a seconda dell’esposizione, della giacitura dei vigneti e dell’intensità e frequenza delle piogge e dei venti dominanti, tra i quali il maestrale, il levante e, anche se più di rado, la tramontana, ma anche dall’epoca in cui avvengono detti eventi meteorologici. Fra tutti particolarmente dannoso risulta il maestrale in considerazione del fatto che le masse d’aria in movimento trasportano quantitativi più i meno elevati di umidità ricca di salsedine; questa, depositandosi sulle foglie, determina ustioni di varia estensione che possono comportare anche la necrosi e la caduta delle foglie.

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