Artigianato e tradizioni popolari

Le genti che abitano la Planargia hanno saputo conservare ed elaborare le loro antiche tradizioni di artigianato artistico popolare e sono ancora capaci di vivere e rivivere con spiccato senso di ironia un passato carico di speranza e nostalgia, sempre in equilibrio tra la tristezza e l’allegria! Ma come descrivervi tutto ciò? Come descrivervi la sapiente maestria delle simpatiche signore di Bosa che, pur intente a chiacchierare, con le loro abili mani continuano a ricamare filet di grande pregio? Con sottili trame di lino o cotone danno vita a pavonesse e colombi, tralci di vite e grappoli d’uva, cervi e leoni, riproponendo la simbologia religiosa dei monaci bizantini o quella araldica, ma anche evocando il ricordo dei campi, del mare e delle botteghe popolate di agricoltori e di pescatori. Come illustrarvi la laboriosa ed accurata lavorazione dell’oro in filo a grani che consente ai maestri artigiani di esprimere il loro estro e le loro impareggiabili capacità? Tecnica antica ed esclusiva per realizzare non solo i tradizionali gioielli sardi legati al costume delle donne e degli uomini, ma anche oggetti preziosi di elevata espressività e valore, in linea con le tendenze più attuali. Come spiegarvi l’ingegnosa arte dell’intreccio delle fibre vegetali, che In tutta la Planargia, e in particolare nei comuni di Flussio, Tinnura e Montresta, non solo è ancora abbondantemente praticata, ma continua ad esprimere manufatti di rara bellezza e funzionalità, come i famosi cestini in fibre di asfodelo o la tipica pischedda ottenuta intrecciando i rami di olivastro o del salice con la canna. Come farvi calare nella folle e magica dimensione del carnevale di Bosa? Vestiti di nero alla mattina e in bianco di sera queste genti sanno ricreare un’inconsueta atmosfera, e quando la vivrete in loro compagnia non vorrete più andare via. Anche voi capirete il senso dell’allegoria! Come trasmettervi quella sensazione di sobria religiosità, di spensierata allegria e di Malvasia… che si prova festeggiando “Regnos Altos” per le vie di “Sa Costa”? O quella che pervade gli abitanti dei paesi della Planargia in occasione delle celebrazioni per i  loro santi patroni?

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