Sagama

Sagama è un bel borgo di 204 abitanti, uno dei paesi più piccoli della Planargia. Sorse in epoca preistorica nella fertile vallata denominata “Badde ‘e Sagama”, in una felice posizione strategica, su un gradino calcareo dove fu edificato il nuraghe Muristene, mentre probabilmente nell’area dove attualmente insiste la chiesa seicentesca intitolata all’Arcangelo Gabriele vi era un preesistente santuario pagano. A breve distanza e posti a “corona” di questo primo nucleo di Sagama, furono edificati in posizione strategica difensiva numerosi nuraghi: il nuraghe Funtanedda (a ovest), i nuraghi Mura de Canes e Molineddu (a est), il nuraghe de sos Pascialzos (a sud-est) e il nuraghe Nuratolu con il nuraghe Giannas di Flussio (a sud-ovest). In epoca fenicia, punica e romana il villaggio fu poi dotato di mura, ancora parzialmente visibili nei lati sud e nord.

In epoca medioevale la villa o “bidda” di Sagama fece parte con il vicino paese (poi scomparso) di Nuraki Triganu (a circa 2,5 km ad est di Sagama, nei pressi dell’attuale chiesa campestre di Santu Micheli), della Curatoria della Planargia (citata anche con i nomi di Fruxia o Serraval). Il 9 gennaio del 1388 i suoi rappresentanti (e quelli di Triganu), sottoscrissero presso la chiesa di S. Giovanni Battista a Magomadas, la Pergamena d’Eleonora ovvero la Pace tra il Regno di Arborea e il Regno d’Aragona. Nel 1416 risultavano ancora attestati a Triganu 4 fuochi (circa 16 abitanti), nonostante la guerriglia e le pestilenze. Dopo il 1420 il paese di Sagama si trovò assorbito con tutta la Planargia, nel Regno di Sardegna, nel 1430 la Planargia fu infeudata a Guglielmo Raimondo de Moncada, fu confiscata dalla Corona, che la cedette nel 1468 alla famiglia Villamarì. Nel 14609 la Corona spagnola, concesse il feudo ad Antonio Brondo, a cui fu confiscato nel 1670; nel 1698 fu la volta della famiglia Olives e infine nel 1756 da Antonio Paliacio (Palliaccio, Paliacho), i cui discendenti assunsero i titoli di “Marchese della Planargia” e di “Conti di Sindia” (i primogeniti). Attualmente questa famiglia ramificata a Sassari e Genova ha assunto i cognomi di “Palici di Suni” o semplicemente “di Suni”. Fu così fino all’abolizione dei feudi del 1839. La “legge delle chiudende” del 1820, non fu recepita subito a Sagama, ragion per cui gli Ecclesiastici, riuscirono ad impossesarsi della preziosa terra della “Badd’e Sagama”, mentre nell’altipiano di Santu Mikeli-Triganinu dove il terreno veniva pascolato l’operazione non fu resa possibile dalla resistenza dei pastori sagamesi, sindiesi e sunesi. Dopo l’abolizione dei feudi (1839), Sagama entrò a far parte del Circondario di Cuglieri, nel 1927 inserita nella neonata Provincia di Nuoro, mentre il Comune fu soppresso e accorpato con Tinnura e Flussio al Municipio di Suni, fino al 1946 quando Umberto di Savoia con Decreto Luogotenenziale nel 1946 le restituì l’autonomia amministrativa. Dal 2004 è transitato in Provincia di Oristano. Nel 2010 con Delibera di Consiglio Comunale ha deliberato il proprio toponimo in lingua sarda nella forma Sàgama.

Nel territorio di Sagama sono attestati i nuraghi Funtanedda, Muristene, Mura de Ganes, Molineddu, Pascialzos e Nuratolu disposti a corona intorno alla vallata della Badd’e Sagama. Sono attestate tombe dei giganti nelle località Sa Costa-Triganinu, Fakkiganu, Triganinu. È attestata un Aleè Couvert in località Badde Sagama, al confine con Tinnura, mentre Mario A. Sanna, nella sua tesi ha pubblicato la foto di un menhir (inedito) nella località Mura Pianu (segnalato dal Sig. Salvatore Carta, dipendente comunale), denominato “Sa Pedra Marmurada”. Ma il vero tesoro di Sagama è la sua bellissima chiesa parrocchiale, dedicata all’Arcangelo Gabriele, edificata nel 1604 da maestranze sassaresi, la chiesa restaurata di recente, oltre alla statua del 1500 dell’Arcangelo possiede dei meravigliosi dipinti. Degne di menzione la chiesa medioevale della N.S. del Carmelo, quella cinquecentesca della Santa Croce, quella campestre di San Michele, riedificata di recente. Sono inoltre attestate la chiesa di San Basilio, situata dove attualmente è situata il municipio e forse la chiesa di San Giorgio, presso il nuraghe Muristene.

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