Flussio

Il paese di Flussìo è situato a cavallo tra Tinnùra e Magomadas, nell’altopiano basaltico della Planargia, adagiato su un declivio soleggiato tra la bassa valle del Temo e il contrafforte basaltico di Pedra Senta, è abitato da poco più di 450 persone e si trova a un’altitudine di circa 305 metri s.l.m.. Il centro abitato è unito senza soluzione di continuità con quello di Tinnùra, comune col quale condivide il corso principale, che corrisponde alla Strada Statale 292, ed anche la tradizione legata alla lavorazione e all’intreccio delle fibre di asfodelo, di salice e canna. Il territorio è particolarmente fertile e vocato all’agricoltura, fonte primaria, insieme all’artigianato artistico, per l’economia flussiese. I vigneti che disegnano il paesaggio sono in gran parte dedicati alla produzione di vini che rientrano nell’area D.O.C. della Malvasia di Bosa. Il paese è per questo un importante punto di passaggio per coloro che percorrono la Strada della Malvasia di Bosa.
L’origine del toponimo sembra derivare dal sostantivo sardo “frusiu”, cioè il pungitopo, pianta che cresce abbondante nella zona. Gli anziani del paese, però, raccontano che nel passato Flussio fosse chiamata “Mura de Figos”, nome che richiamerebbe la gran quantità di piante di fico d’india nei pressi del paese. L’area fu abitata fin dalla preistoria, come dimostrano una muraglia megalitica rinvenuta vicino alla chiesa medievale di San Bartolomeo e alcuni siti nuragici. Durante il periodo romano fu sede di aziende agrarie che si dedicavano alla coltivazione di cereali, attività che si estese fino al Medioevo. In epoca giudicale il paese appartenne alla curatoria della Planargia, sotto il giudicato di Torres.

Principale attrazione di Flussio sono i caratteristici cestini artigianali, pratici e tipici manufatti di Artigianato Artistico detti anche corbule e canestri, intrecciati dalle donne del paese con gli steli e le fibre vegetali dell’Asfodelo, pianta molto comune in Sardegna, secondo una tradizione che si tramanda da secoli. Molto suggestivo la visita del paesino ad aprile, quando l’asfodelo viene raccolto e messo ad essiccare a fasci nei marciapiedi lungo le vie, nei cortili e nelle piazze, ricoprendo ogni spazio possibile del borgo. Per valorizzare ulteriormente quest’arte, il Comune sta progettando di aprire un museo dedicato. Nel frattempo, peraltro, da alcuni anni l’antico e particolare rito di raccolta dell’asfodelo nei campi della Planargia, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale è diventato un’occasione per una interessante manifestazione dal carattere didattico e culturare. “Tirende isciareu” è il nome di questa festa comunitaria durante la quale avrete la possibilità di trascorrere una intensa giornata all’aria aperta, propedeutica alla raccolta del prezioso stelo nelle campagne del paese, che sarà poi utilizzato in un corso dedicato ai bambini della Planargia. Sempre nel piccolo paese vengono realizzati cestini anche con altri materiali, come la canna, il salice, l’olmo e l’ulivo, che vengono intrecciati soprattutto dagli uomini per la creazione di recipienti più resistenti e utili per i lavori nei campi. La leggenda narra che fu San Bartolomeo ad insegnare ai flussiesi l’arte dell’intreccio per la creazione di questi straordinari cestini…

All’interno del paese si può visitare la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, risalente al XII secolo ma oggi inglobata in una struttura più moderna. Situata al centro del paese e di notevole interesse anche la Chiesa di S. Maria della Neve, che nella sua forma originaria risale al XIV secolo. Attualmente della configurazione antica rimane la facciata e la torre campanaria. L’edificio, peraltro, è stato interamente restaurato nel 1939 ad opera dell’arch. Garavini di Milano il quale ha reimpostato l’impianto che si presenta a forma ottagonale a croce greca. Nelle campagne circostanti, invece, si possono visitare i resti di numerose costruzioni dell’Età del Bronzo, come i Nuraghi Giannas, Murciu, Caddàris e Carcheras, le Tombe dei Giganti di Sos Trainos e Sa Figu Bianca e la Muraglia Megalitica, di probabile età nuragica, presso la chiesa di San Bartolomeo. In questo territorio alla fine dell’Ottocento furono rinvenute delle armi in pietra, i resti di un sepolcro e i ruderi di alcune costruzioni di epoca romana, che hanno fatto pensare all’esistenza di un possibile accampamento fortificato. Come in gran parte della Sardegna il 16 gennaio Flussio celebra la festa di Sant’Antonio Abate con l’accensione di un grande falò benedetto dal parroco. Agosto è il mese dei festeggiamenti: il 5 si tiene la festa patronale di Santa Maria della Neve, con la caratteristica processione per le vie del paese cui seguono balli e canti tradizionali la sera; il 24 e il 25 invece si festeggiano San Bartolomeo e San Costantino, con la suggestiva processione e sfilata a cavallo. A chiusura dell’anno il 13 dicembre si tiene la festa in onore di Santa Lucia e la seconda domenica dello stesso mese la Sagra de Su Binu Nou (del vino nuovo).

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