Modolo

Il paese di Modolo è situato al centro dell’omonima valle, a 134 metri s.l.m. e a pochi chilometri dal mare, ed è abitato da sole 176 persone, risultando così essere il più piccolo centro abitato della Planargia. Con i suoi 2,52 km quadrati di superficie, inoltre, è il più piccolo comune per estensione territoriale della Sardegna. Ciò non di meno, il borgo è tra i meglio conservati e il suo territorio è estremamente fertile e rigoglioso: vi crescono splendidi ciliegi, antichi uliveti e profumate vigne, che danno al paesaggio un aspetto estremamente pittoresco. La stessa economia si basa prevalentemente sulle attività agricole e in particolare sulla produzione di vini che rientrano nell’area D.O.C. della Malvasia di Bosa. Il paese è infatti un punto di passaggio obbligato per coloro che percorrono la Strada della Malvasia di Bosa!

Il toponimo deriva dal latino modus, a sua volta diminutivo di modulus, che significa piccola estensione. L’area in cui sorge il paese è stata antropizzata fin dall’antichità, come dimostrano i tanti monumenti preistorici rinvenuti, quali nuraghi e domus de janas. La fondazione è probabilmente da riferire al III secolo a.C., in seguito alla frequentazione di genti fenicie prima e romane poi. Nel tardo periodo imperiale il nome del paese subì alcuni mutamenti, cambiando da Modolo Valle per Modulo Vallis ed infine per l’attuale denominazione di Modolo. Nel 1609 il villaggio rischiò di scomparire a causa di un’epidemia di colera che lo decimò; su 417 abitanti scamparono infatti alla morte solamente 50 adulti e 16 bambini. In epoca Sabauda, poi, il paese si vide convalidare uno stemma e assegnato in uso un suo proprio sigillo.

Tra i monumenti da visitare vanno ricordati, oltre alle Domus de janas nelle località di Silatari e Coronedu, i Nuraghi Albaganes e Monte Nieddu, i resti di un convento probabilmente dimora dei frati Domenicani, la Chiesa di Santa Croce, edificata dall’omonima Confraternita intorno al XVII secolo e ubicata nel centro storico, e soprattutto la Chiesa parrocchiale intitolata a Sant’Andrea Apostolo. Quest’ultima, pure ubicata nel centro storico, fu edificata in periodo medievale, ma fu distrutta da un incendio nel 1828 e, in seguito, negli anni ’60 divenne oggetto di un restauro radicale operato su progetto dell’Arch. Vascellari. I lavori che seguirono si discostarono dal progetto originario che prevedeva per quanto possibile il mantenimento dell’impianto originale, e furono oggetto di polemiche anche da parte della S. Sede. Oggi la chiesa conserva solo alcuni dei tratti caratteristici dell’impianto primitivo.

I Modolesi festeggiano due volte l’anno il loro patrono Sant’Andrea Apostolo, la prima volta l’11 maggio e la seconda il 30 novembre. La festa più importante è quella di maggio, durante la quale si tiene una processione religiosa seguita in serata da balli, spettacoli folkloristici, canzoni e gare poetiche in sardo e diverse competizioni sportive.

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