Azienda Vitivinicola G. Battista Columbu

L’azienda nasce per l’impulso e la passione del carismatico patriarca Giovanni Battista Columbu, che nel 1972 acquisisce da una parente un vigneto di circa 18.000 mq. a coltura mista di vitigni tradizionali da oltre cento anni, situato in località Fraus, in agro di Magomadas. Negli anni immediatamente successivi G. Battista Columbu da inizio ad un primo rinnovamento e ristrutturazione del vigneto sostituendo i ceppi invecchiati e incrementando gli innesti del vitigno Malvasia originario. In quello stesso periodo, assieme allo stimato produttore Salvatore Deriu (noto “Zegone”, che per primo intuì l’importanza della selezione del vitigno e degli impianti a monocoltura e sperimentò l’imbottigliamento per la commercializzazione del prodotto) e ad alcuni altri famosi sostenitori del valore del pregiato nettare (come lo scrittore – regista Mario Soldati e Luigi Veronelli, che alla Malvasia di Bosa hanno dedicato pagine d’alto pregio), Battista Columbu si dedica con entusiasmo allo studio e alla ricerca finalizzata al riconoscimento dell’identità enologica e culturale della Malvasia di Bosa e all’ottenimento dell’iscrizione all’Albo dei vini D.O.C. Nel 1980 l’azienda s’ingrandisce: Battista Columbu, infatti, eredita un vigneto di circa 20.000 mq. situato in località Campeda, in agro di Bosa. Grazie al crescente amore per quello che ormai considera quasi come un dovere civile, negli anni successivi l’intraprendente capofamiglia coltiva i suoi vigneti e manda avanti l’azienda con tanti sacrifici e con l’aiuto e l’impegno dei suoi figli, Rafael e Gianmichele, cercando di migliorare sia la produzione sia la qualità. Nel 1992 esce così sul mercato la prima bottiglia di Malvasia di Bosa invecchiata, seguita nel 2004 dalla giovane “Alvarega”, sempre ottenuta da uve Malvasia. E’ la conferma di un sentimento e di una passione sinceri, che da subito fanno brillare l’azienda di famiglia nel panorama enologico regionale e nazionale. Ad esaltare la figura e la notorietà del personaggio a livello internazionale arriva poi il casuale incontro e l’amicizia con Jonathan Nossiter, che con le sagge parole di Tziu Battista, nel celebre documentario Mondovino, esalta la resistenza di vignaioli, vitigni e terroir dallo spirito e dal sapore antico ed autoctono, di contro alla sempre crescente omologazione mondiale del gusto operata dalle grandi multinazionali del vino.

Battista Columbu ha dedicato gran parte della sua vita ad amare e a coltivare questo prezioso vitigno, oltre che a studiare e ad esplorare le relazioni e i significati della Malvasia di Bosa nel contesto sociale e territoriale. Ha sempre guidato con decisione la sua azienda verso l’innovazione ma senza mai dimenticare i preziosi insegnamenti appresi dai viticultori sulle tecniche e le prassi colturali tradizionali, stando a contatto con quella umanità che considerava il vero segreto di questo straordinario vitigno, coltivando il rapporto con i lavoratori, nutrendosi di quella cultura e di quella partecipazione umana profonda, e a cui per primo aveva dato voce, che lega l’uomo alla terra. Per Battista Columbu era infatti più che chiaro che la Malvasia era un vino che doveva essere trattato come “un essere vivente, con la sua individualità particolare”, e al tempo stesso era”una metafora, come tutti i vini di grande qualità che raccontano il territorio e la sua storia, lo spirito e la sua cultura, che sono l’identità di quel territorio”. Con grande lungimiranza e generosità, proprio per questo motivo andava ripetendo che il turismo del vino era quasi “un dovere etico, morale” che lo spingeva “a restituire a questa terra povera il suo frutto”, così come la Malvasia era indiscutibilmente “un testimonial identitario del territorio” che bisognava “valorizzare, esaltare e rispettare”, perché non era (e non è!) un “bene di consumo qualsiasi, ma qualcosa di molto più rappresentativo”, che poteva raccontare molto di più, un vero e proprio “viatico per coloro che vengono a conoscerci, per i nostri ospiti, ancor più per quelli che vengono da più lontano”.

L’azienda è iscritta all’Albo D.O.C. dei vigneti dal 1988 ed è dotata di moderni sistemi d’impianto per la coltivazione e la vinificazione. Attualmente la produzione annua di uva si aggira intorno ai 60 quintali per ettaro, di cui circa la metà destinati alla giovane “Alvarega” D.O.C Malvasia di Bosa Amabile e la restante parte alla straordinaria D.O.C. Malvasia di Bosa Riserva, che negli ultimi anni hanno regalato all’anziano Tziu Battista Columbu e a tutta la sua famiglia le più grandi soddisfazioni e i più lusinghieri riconoscimenti di qualità, tra cui la menzione quale Vino di Eccellenza nella Guida ai Vini dell’Espresso nel 2011 per la Riserva del 2006, nel 2012 per la Riserva del 2008 e nel 2013 per la Riserva del 2005. Su prenotazione si effettuano visite e degustazioni guidate.

Per informazioni e prenotazioni: www.malvasiacolumbu.com

Ti va di condividere l'articolo? 🙂