Disciplinare
Il riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino Malvasia di Bosa e l'approvazione del relativo disciplinare di produzione è avvenuta con decretodel Presidente della Repubblica nel lontano 21 luglio 1972. Il disciplinare prevede che il Malvasia di Bosa debba essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Malvasia di Sardegna, prodotte nella zona comprendente parte del territorio dei comuni di Bosa, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e Modolo.
Le condizioni ambientali dei vigneti devono essere tali da conferire alle uve e al vino le specifiche caratteristiche di qualità, e pertanto alla coltivazione sono destinati i territori meglio esposti, soleggiatie ubicati ad un'altitudine non superiore ai 325 metri s.l.m.. La resa massima di uva per ettaro consentita è pari a 96 quintali, mentre quella delle uve in vino non deve superare il 70 %. Le operazioni di vinificazione, preparazione e invecchiamento ammesse sono esclusivamente quelle riconducibili alle pratiche enologiche locali, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 14,5. Il Malvasia di Bosa non può essere immesso al consumo se non dopo essere stato sottoposto ad un periodo minimo di invecchiamento di due anni, a decorreredal 1° dicembre dell'anno della vendemmia, e può essere preparato nelle tipologie "dolce naturale", "secco", "liquoroso dolce naturale" e "liquoroso secco o liquoroso dry". Tra queste, la Malvasia maggiormente prodotta e commercializzata è quella secca, con un invecchiamento minimo di due anni in botti di rovere o di castagno.
Di fatto, peraltro, nonostante le tipologie previste dal Disciplinare, attualmente in Planargia vengono prodotte e commercializzate anche la Malvasia giovane, assai richiesta ed apprezzata per le particolari caratteristiche di finezza e di eleganza, e lo spumante demi-sec, che riscuote sempre maggiori consensi, soprattutto tra i giovani consumatori, per le sensazioni di freschezza e di vivacità, che sono destinate ad affievolirsi nell'arco dell'anno successivo alla vendemmia.